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L'origine latina della parola ausilio è "auxilium",
termine che significa "aiuto" in una accezione piuttosto ampia.
Si tratta, quindi, di un termine generale che si riferisce sia all'ambito degli oggetti sia a quello delle situazioni e delle strategie; l'ausilio diventa, quindi, quella apparecchiatura, attrezzatura o accorgimento che consente alla persona disabile di attivare o potenziare un percorso di autonomia, nel rispetto delle possibilità ed esigenze della persona e del suo contesto di vita. Per ausilio tecnico si intende, invece, qualsiasi prodotto, strumento, attrezzatura o sistema tecnologico di produzione specializzata o di comune commercio, utilizzato dalla persona disabile per prevenire, compensare, alleviare o eliminare una menomazione, disabilità, o handicap. La persona disabile nell'entrare in contatto con l'ambiente circostante compie una serie di azioni non sempre comprensibili o efficaci: il compito dell'ausilio è aumentare l'efficacia di queste azioni, se necessario compiendo una elaborazione o una vera e propria opera di "traduzione" di codici espressivi e funzionali. Per questo motivo, più che di ausilio é opportuno parlare di un "sistema ausilio", un apparato più o meno complesso che riceve segnali particolari dalla persona disabile e li ritrasmette in modo più comprensibile o efficace all'ambiente circostante. |
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L'ausilio può essere costituito da uno o più dispositivi:
il sistema complessivo può presentare ingressi adattati (interfaccia
di input) e/o uscite di tipo speciale verso l'ambiente (interfaccia di output). Qualche esempio relativo a casi concreti può aiutare a capire meglio. Il caso più semplice é quello in cui l'ausilio è costituito da un solo accesso personalizzato: ad es. l'accensione della luce può essere possibile se l'interruttore è personalizzato, l'uso del computer può diventare possibile grazie ad adattamenti della normale tastiera, ecc. In casi di diverse disabilità
associate o di maggiori difficoltà, l'ausilio diventa uno strumento
di mediazione più significativo: pensiamo ad una persona con una
grave difficoltà motoria che gli consente di controllare un solo
movimento del proprio corpo, ma che desidera svolgere compiti complessi,
quali ad esempio scrivere o comunicare tramite il computer.
In questo caso l'ausilio deve essere uno strumento intelligente, con una interfaccia in grado di elaborare un codice elementare (es. azionamento di un sensore) e di trasformarlo in un segnale in grado di governare l'attuatore (es. computer) per produrre un risultato/output quale appunto la scrittura o la comunicazione. Nel campo della disabilità, esiste una gamma pressoché infinita di quadri funzionali: per questo non esistono soluzioni "standard" in termini di ausilio, una sorta di correlazione diretta tra patologie e ausili: ogni soluzione deve necessariamente essere personalizzata e costruita "a misura" del singolo soggetto. La personalizzazione dell'ausilio può essere costituita da un particolare utilizzo, di posizionamento, nel caso del software dalla scelta di una determinata modalità di interazione, fino ad arrivare ad una modifica fisica vera e propria dello strumento scelto. |
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